FENACA - AALMOEZENIERSDIENST
PASTORALE ETUDIANTS INTERNATIONAUX
European Network
EDITORIAAL – EDITORIAL
Dit laatste
nummer van “FENACA-AALMOEZENIERSDIENST”
(Ex- AUGUSTINUS zal het
voornamelijk hebben over ons Rome reis van 8 november laatsleden tot 4 december
2011. Twee activiteiten waren gepland, namelijk de algemene vergadering van onze vzw
“Service of European Churches for
International Students” die gevolgd werd door het “Derde Congres voor
het pastoraal werk bij Internationale Studenten.
Ce dernier
numéro de « FENACA-AALMOEZENIERSDIENST » (Ex-
AUGUSTINUS) vous parlera du lien qui existe entre les deux asbl :
« FENACA » ( Fédérarion des
Centres d’Accueil pour étudiants étrangers en Belgique) d’une part et le
SECIS (Service of European Churches
for International Students) de l’autre.
Sala del Concistoro
Venerdì, 2 dicembre 2011
Signori
Cardinali,
venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
cari studenti,
cari fratelli e sorelle!
Sono lieto di accogliervi, in occasione del III
Congresso Mondiale di Pastorale per gli studenti internazionali, organizzato
dal Pontificio
Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. Saluto e
ringrazio il Presidente, Mons. Antonio Maria Vegliò, per le espressioni con cui
ha introdotto questo incontro. Saluto anche i Superiori e gli Officiali del
Dicastero e ognuno di voi, qui convenuti da diverse parti del mondo,
soprattutto dai Paesi di maggior afflusso degli studenti internazionali.
Desidero esprimervi il mio apprezzamento per l’impegno profuso affinché le
giovani generazioni abbiano orientamento e sostegno per perfezionare la loro
formazione, affrontando le sfide del mondo globalizzato e secolarizzato. Un
particolare saluto rivolgo agli studenti universitari qui presenti, con
l’augurio che, dopo essere stati destinatari di questa speciale sollecitudine
pastorale, diventino a loro volta protagonisti nella missione della Chiesa.
Noto con grande interesse il tema che avete scelto
per il Congresso: “Studenti internazionali e incontro delle culture”.
L’incontro delle culture è una realtà fondamentale nella nostra epoca e per il
futuro dell’umanità e della Chiesa. L’uomo e la donna non possono raggiungere
un livello di vita veramente e pienamente umano se non proprio mediante la
cultura (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. Gaudium et
spes, 53); e la Chiesa è attenta alla centralità della
persona umana sia come artefice dell’attività culturale che come suo ultimo
destinatario. Oggi più che mai la reciproca apertura tra le culture è terreno
privilegiato per il dialogo tra quanti sono impegnati nella ricerca di un
autentico umanesimo. L’incontro delle culture nel campo universitario
dev’essere pertanto incoraggiato e sostenuto, avendo come fondamento i principi
umani e cristiani, i valori universali, perché aiuti a far crescere una nuova
generazione capace di dialogo e discernimento, impegnata a diffondere il
rispetto e la collaborazione per la pace e lo sviluppo. Gli studenti
internazionali, infatti, hanno la potenzialità di diventare, con la loro
formazione intellettuale, culturale e spirituale, artefici e protagonisti di un
mondo dal volto più umano. Auspico vivamente che vi siano validi programmi a
livello continentale e mondiale per offrire a molti giovani questa opportunità.
A motivo della carenza di formazione qualificata e
di strutture adeguate nella propria terra, come pure delle tensioni sociali e
politiche, e grazie ai sostegni economici per lo studio all’estero, gli
studenti internazionali sono una realtà in aumento all’interno del grande
fenomeno migratorio. È importante, dunque, offrire ad essi una sana ed
equilibrata preparazione intellettuale, culturale e spirituale, perché non
cadano preda della “fuga dei cervelli”, ma formino una categoria socialmente e
culturalmente rilevante in prospettiva del loro rientro come futuri
responsabili nei Paesi di origine, e contribuiscano a costituire dei “ponti”
culturali, sociali e spirituali con i Paesi di accoglienza. Le università e le
istituzioni cattoliche di educazione superiore sono chiamate ad essere
“laboratori di umanità”, offrendo programmi e corsi che stimolino i giovani
studenti nella ricerca non solo di una qualificazione professionale, ma anche
della risposta alla domanda di felicità, di senso e di pienezza, che abita il
cuore dell’uomo.
Il mondo universitario costituisce per la Chiesa un
campo privilegiato per l’evangelizzazione. Come ho sottolineato nel Messaggio
per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato del prossimo anno, gli
atenei di ispirazione cristiana, quando si mantengono fedeli alla propria
identità, diventano luoghi di testimonianza, dove Gesù Cristo può essere
incontrato e conosciuto, dove si può sperimentare la sua presenza, che
riconcilia, rasserena e infonde nuova speranza. La diffusione di ideologie
“deboli” nei diversi campi della società sollecita i cristiani a un nuovo
slancio nel campo intellettuale, al fine di incoraggiare le giovani generazioni
nella ricerca e nella scoperta della verità sull’uomo e su Dio. La vita del beato
John Henry Newman, così legata al contesto accademico, conferma l’importanza e
la bellezza di promuovere un ambiente educativo nel quale la formazione
intellettuale, la dimensione etica e l’impegno religioso procedano insieme. La
pastorale universitaria, quindi, si offre ai giovani come sostegno affinché la
comunione con Cristo li conduca a percepire il mistero più profondo dell’uomo e
della storia. L’incontro fra gli universitari, poi, aiuta a scoprire e
valorizzare il tesoro nascosto in ogni studente internazionale, considerando la
sua presenza come un fattore di arricchimento umano, culturale e spirituale. I
giovani cristiani, provenendo da culture diverse, ma appartenendo all’unica
Chiesa di Cristo, possono mostrare che il Vangelo è Parola di speranza e di
salvezza per gli uomini di ogni popolo e cultura, di ogni età e di ogni epoca,
come ho voluto ribadire anche nella mia recente Esortazione apostolica
postsinodale Africae munus (nn.134.138).
Cari giovani studenti, vi incoraggio ad
approfittare del tempo dei vostri studi per crescere nella conoscenza e
nell’amore di Cristo, mentre percorrete il vostro itinerario di formazione
intellettuale e culturale. Conservando il vostro patrimonio di sapienza e di fede,
nell’esperienza della vostra formazione culturale all’estero, potrete avere una
preziosa opportunità di universalità, di fratellanza e anche di comunicazione
del Vangelo. Auguro ogni bene per i lavori del vostro Congresso e vi assicuro
la mia preghiera. Affido a Maria, Madre di Gesù, l’impegno e i generosi
propositi di quanti si prendono cura dei migranti, in particolare degli
studenti internazionali, e di cuore imparto a tutti la Benedizione Apostolica.
Vénérables frères dans l'épiscopat et la prêtrise, Chers étudiants, Chers
frères et sœurs !
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Je
suis heureux de vous accueillir, à l'occasion du troisième Congrès mondial de la
pastorale pour les étudiants internationaux, organisé par le « Conseil Pontifical pour la
pastorale des migrants et des personnes itinérantes ».
Je salue et remercie le Président, Mons. Antonio
Maria Vegliò, pour les paroles qu’il vient de prononcer. Je salue également tous
les membres de son dicastère et vous tous qui êtes venus des différentes
parties du monde où on compte le plus grand nombre d’étudiants internationaux.
Je tiens aussi à exprimer ma reconnaissance pour tous
ceux qui s’efforcent de soutenir et d’orienter les jeunes générations pour
perfectionner leur formation afin qu’ils puissent relever les défis d’un monde globalisé qui se sécularise
de plus en plus.
Et j’adresse finalement mes salutations toutes
spéciales aux étudiants universitaires qui après avoir été les destinataires de
cette sollicitude pastorale toute de la part de l’Eglise, en deviendront un
jour, et à leur tour : des protagonistes
de la Mission de l'Eglise.
J’ai noté avec très grand intérêt le thème que vous avez choisi pour le
Congrès, notamment :« étudiants
internationaux et rencontre les cultures ». Cette rencontre entre les
cultures est devenue une réalité fondamentale de notre époque. Elle le sera de
plus en plus pour l'avenir tant de l'humanité et que de l'Eglise. L’homme et la
femme ne pourront jamais atteindre un niveau de vie vraiment et pleinement
humain si ce n’est par le truchement de la culture (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. Gaudium et spes, 53).
L'Eglise est en effet très attentive à ce que la personne humaine reste le centre des activités culturelles soit
comme créateurs soit comme guides de leurs destinations finales. Ainsi
donc, aujourd'hui plus que jamais, l'ouverture mutuelle entre les cultures st dans
le domaine académique un terrain idéal pour le dialogue entre ceux qui sont
engagés dans la recherche d'un humanisme
authentique. C’est donc pourquoi la rencontre entre les cultures et le
dialogue entre elles doivent absolument être
encouragés et soutenus, surtout dans la mesure où leurs fondements se basent sur des principes humains et chrétiens et
sur des valeurs universelles. C’est ainsi qu’une nouvelle génération de
jeunes se formera peu à peu. Elle sera alors capable de dialoguer avec discernement
et de s’engager avec le respect dû à chacun aux œuvres d’entraide mutuelle, de coopération, de développement plus humain du monde,
de l’entente et de la paix entre les
peuples.
Oui, les étudiants internationaux ont le potentiel
qu’il faut pour devenir, grâce à leur formation intellectuelle, culturelle et
spirituelle, les créateurs et les protagonistes d'un monde plus humain.
Espérons donc qu'il y ait partout dans le monde des programmes valides au
niveau continental pour offrir cette occasion rêvée à de nombreux jeunes, comme
vous.
Les étudiants internationaux sont devenus une
réalité qui ne fait que croître d’année en année et cela pour plusieurs raisons, soit par exemple
à cause de la pénurie des formations vraiment qualifiées, soit par le maque d’installations
adéquates dans leur propre pays, soit à cause des tensions sociales ou
politiques parfois dans les pays du Sud, soit enfin et tout bonnement à cause
de soutiens financiers d’autorités qui veulent privilégier à tout prix les
études à l’étranger, Il s’agit donc bien là d’une migration de plus en plus
importante et dans le monde entier !
Il est donc
très important d’offrir à ces catégories de jeunes une préparation saine,
équilibrée et de haut niveau tant intellectuel, que culturel et spirituel.
Mais ne tombons quand même pas dans l’excès nommé
« la fuite des cerveaux ».
Formons plutôt des groupes de jeunes intellectuellement, socialement, culturellement
et spirituellement bien façonnés, prêts à retourner dans leur pays natal où ils
prendront tôt ou tard des responsabilités
majeures en tant que dirigeants de leur peuple et les aidant à
construire des « ponts » culturels, sociaux et spirituels avec les pays qui les
ont accueillis jadis. Nous sommes heureux d’apprendre que les Universités et les institutions
catholiques de l'enseignement supérieur sont renommées comme des « laboratoires de l'humanité ».
N’offrent-elles pas, en effet, des programmes et des cours qui visent à
encourager les jeunes étudiants non seulement à la recherche pure et à la qualification
professionnelle, mais qui se soucient également des réponses à donner aux
questions de ce qu’est le bonheur, le sens de la vie et de sa plénitude que seul
peut révéler le cœur humain.
Le monde universitaire est pour l'Eglise un domaine privilégié pour l'évangélisation,
comme je l'ai déjà souligné dans le message de la Journée mondiale des migrants
et de réfugiés l'année dernière.
En effet, les universités d'inspiration
chrétienne, lorsqu’elles restent fidèles à leur identité, deviennent facilement des lieux de témoignage, où Jésus Christ peut
être rencontré et connu et où on peut vivre de sa présence, Ce sont
alors des lieux où nait un nouvel
espoir tout imprégné d’un nouvel appel à continuer sur cette même lancée.
La
diffusion néfaste d’idéologies dites « faibles » dans les différents domaines
de la société, peut exhorter les
chrétiens à un nouvel élan dans le domaine intellectuel, afin
d'encourager la jeune génération dans la
recherche et la découverte de la vérité sur l'homme par rapport à Dieu.
La vie du bienheureux John Henry Newman, qui était tellement lié au contexte
universitaire, confirme l'importance et la beauté de la promotion d'un
environnement éducatif dans lequel la formation
intellectuelle, la dimension éthique et l'engagement religieux vont de pair. C’est
ainsi que la pastorale universitaire,
offre un vrai soutien aux jeunes étudiants de sorte que le rapprochement avec le Christ puisse
les amener à prendre conscience du plus profond mystère de l'homme et de son histoire.
Et finalement les rencontres entre
les étudiants , aident à découvrir et à valoriser les trésors cachés dans chacun
des étudiants internationaux, cela dans la mesure bien sûr où leur présence est perçue comme un facteur
d’enrichissement humain, culturel et spirituel.
Et en plus de cela, les jeunes chrétiens, venant de différentes cultures, mais appartenant à
l'unique église du Christ, peuvent démontrer de ce fait que l'Évangile
est un message d’espérance et de salut pour tous les hommes, pour tous les
peuples de toutes le cultures, de tout âge et de tout temps, comme je l’ai
également souligné dans mon « Exhortation Apostolique » : Africae Munus).
Chers jeunes étudiants, je vous encourage donc à
profiter du temps de vos études pour croître
dans la connaissance et l'amour du Christ. Suivez votre itinéraire de
formation culturelle et intellectuelle. En préservant
votre patrimoine de sagesse et de foi tout au cours de votre formation culturelle à l’étranger, vous aurez
acquis une occasion précieuse de vous ouvrir
à l'universalité, à la fraternité et à la transmission du message des Evangiles
Laissez-moi vous souhaiter mes meilleurs vœux pour
la réussite de votre Congrès. Je vous assure également de ma prière et confie à
Marie, mère de Jésus, l'engagement et les intentions généreuses de ceux qui
s'occupent des migrants et en particulier des étudiants internationaux.

Le Père Pierre Devos, s.j. remettant au Saint Père le
dernier
« EX-AUGUSTINUS/ FENACA »

Le Saint-Père entouré par les Congressistes
Sala del Concistoro
Venerdì, 2 dicembre 2011
Comme point de
départ de cette présentation, je fais le constat suivant qui vaut pour les pays
occidentaux en tout cas mais se vérifie
aussi partiellement partout dans le monde. La
jeune génération actuelle fait l’expérience :
-
de communications
plus aisées via le GSM, le PC, le Ipad
et d’autres modes de contact plus immédiat ;
-
de distances
réduites grâce à des moyens de transport de plus en plus performants ;
- d’une hyper-information qui occupe
l’esprit au détriment de la réflexion ;
- d’une meilleure connaissance des mécanismes
impliqués dans le fonctionnement de notre monde
y compris le corps humain, ce qui cependant
ne lui est pas d’un grand secours lorsqu’elle est confrontée à la souffrance et
à la mort ;
-
de moins de dépendance vis-à-vis
de contraintes culturelles, ce qui engendre corrélativement une perte du sens
des limites. On croit pouvoir tout faire ; tout semble permis.
-
paradoxalement, chez beaucoup de jeunes, d’un sentiment de solitude qui est le résultat d’un mode de vie
individualiste encouragé par une société de consommation.
Dans
ce contexte de société, la recherche de
sens reste bien présente mais les chemins pour y parvenir sont souvent
inadéquats. Les étudiants internationaux issus de communautés chrétiennes
vivantes peuvent jouer ici un rôle très important comme
« missionnaires » de la Foi.
L’union européenne (UE), qui fédère actuellement 27
états, n’a pas dans ses compétences (exclusives ou partagées) la formation. Elle joue cependant dans ce
domaine un rôle important de coordination et d’harmonisation à partir de ce que
proposent les différents pays. Le processus de Bologne en est un exemple. Dans
ce cadre, elle promeut une formation de
qualité et met explicitement l’accent sur le niveau des connaissances et sur
l’aspect concurrentiel de l’offre en ce domaine face à une économie mondialisée.
Les programmes, proposés par les différents pays bénéficiaires des fonds
européens, s’adressent, outre les pays de l’UE, aux pays voisins et à 80 autres
pays dans le monde.
Jusqu’à la deuxième guerre mondiale, les migrations de
personnes se faisaient essentiellement entre pays de l’Europe et depuis l’Europe vers d’autres continents. Ce n’est
qu’au terme de cette guerre que l’immigration a commencé. Actuellement, elle
représente environ 1 million de personnes/an. Les marchés européens sont intéressés par la venue de cadres compétents
issus des pays de l’Est et du Sud (brain drain) et aussi par une main d’œuvre
non qualifiée qui fait défaut dans des pays à niveau de vie élevé. Il vaut la
peine de noter que la politique menée par l’UE sur ce terrain est de la
compétence de la défense et de la sécurité.
A ce phénomène migratoire vient s’ajouter la
mobilité des jeunes en formation. Elle a lieu entre pays de l’UE mais aussi
depuis l’extérieur de l’UE vers
celle-ci. Les motifs qui poussent des
non-européens à venir étudier en UE sont
le niveau et la qualité de nos formations, leur diversité et aussi, dans un
certain nombre de cas, l’opportunité qu’elles représentent pour s’installer,
une fois diplômé, en UE. Les prérequis permettant d’accéder à une formation en
UE sont globalement les suivants :
- disposer d’une
attestation d’admission dans une institution d’enseignement supérieur du pays
visé ;
- fournir la
preuve qu’on dispose de moyens de subsistance suffisants ;
- présenter un
certificat médical attestant d’une bonne santé ;
- pour les
personnes de plus de 21 ans, fournir un certificat de bonne vie et mœurs.
3. Place des Foyers d’accueil catholiques
dans ce contexte
Le but des
foyers d’accueil catholiques est d’offrir à celles et ceux qui viennent poursuivre
leurs études en UE un contexte humain inspiré de l’évangile. Cela implique de
- leur faciliter d’abord toutes les
démarches à effectuer lorsqu’on s’établit pour une période suffisamment longue
dans un pays étranger - leur offrir des
conditions matérielles et humaines leur permettant de réussir leurs études -
et les aider enfin à s’intégrer dans un
contexte culturel différent du leur tout en respectant leur culture propre.
Ces foyers
catholiques existent de manière autonome ou peuvent être associés à une
paroisse universitaire qui offre, elle, plus explicitement un lieu d’expression
de la Foi.
En outre,
existent des associations comme le KAAD (Katholischer Akademischer
Ausländer-Dienst) en Allemagne, l’œuvre St Justin en Suisse, l’Afro-Asiatisches Institut en Autriche, la
FENACA-Aalmoezeniersdienst (Fédération NAtionale des Centres d’Accueil pour
étudiants étrangers) en Belgique et d’autres encore qui veillent
au sein de l’Eglise aux intérêts des étudiants internationaux.
Plusieurs de ces
associations nationales sont regroupées en une association internationale
dénommée SECIS (Service of European Churches for International Students). Elle
vous sera présentée
au cours de ce
congrès. L’intérêt d’une telle association est d’échanger régulièrement des
expériences et de faciliter
l’organisation de projets internationaux au bénéfice des étudiants.
Celui qui arrive
dans un foyer d’accueil cherche un contexte de vie qui lui permettra de bien
mener ses études. Sauf exception, il souhaite aussi nouer des relations,
s’intégrer dans le lieu (le pays) d’accueil. Mis à part la réalisation d’une formation
doctorale qui prend plusieurs années, les séjours se limitent le plus souvent à
une ou deux années de spécialisation complétant une formation de base déjà acquise.
En outre, les exigences du point de vue
de « l’employeur », soit l’université ou la haute école qui offre la
formation, sont importantes et requièrent donc beaucoup d’énergie, beaucoup
d’investissement personnel. Le temps vécu « au foyer » est donc assez
limité. A cela s’ajoute le fait qu’ un certain nombre d’étudiant arrivent déjà
mariés et sont donc moins disponibles pour la vie du foyer d’accueil que s’ils
étaient célibataires. Confirmant ce constat, une révision critique des
programmes de mobilité de l’UE s’effectue actuellement. Parmi les points
abordés, apparaissent la faible qualité de l’insertion culturelle (cultural
learning) des étudiants, résultat du « short term » et le fait
que l’excellence des universités est
présentée davantage sur base concurrentielle que par rapport à leur capacité à établir des réseaux.
4. Lien entre cultures et religions
Le séjour à
l’étranger est l’occasion de découvrir
une autre culture et pas seulement celle d’acquérir une compétence non trouvée
dans le pays d’origine.
Comme
catholiques, il vaut la peine ici que nous essayons de clarifier le lien
existant entre cultures et religions. Dans nos foyers, nous accueillons bien sûr des étudiants de religion catholique
issus d’un contexte culturel différent du nôtre mais aussi des étudiants
appartenant à la fois à une autre religion et à un contexte culturel différent
du nôtre.
Une religion
peut se définir comme un système de croyances appelées à donner une explication
(et donc du sens) à l’univers, aux phénomènes naturels et à notre existence
propre. Elle invoque souvent un ou plusieurs dieux ou forces surnaturelles et
implique de la part de ses adhérents des obligations. Elle se caractérise par des aspects non empiriques et par
l’existence de dogmes. Une culture se
présente également comme un système de croyances, de valeurs, d’habitudes, de
comportements, d’objets que les membres d’une société partagent pour gérer leur
relation au monde et entre eux. La culture et la religion sont transmises de
génération en génération par l’apprentissage que l’on désigne sous le terme
d’éducation. Toutes deux concernent la conception que chacun a du monde dans
lequel il vit. Elles lui offrent la possibilité de structurer cette réalité.
Une différence essentielle est que l’une fait appel à ce qui dépasse l’homme
pour structurer, donner du sens la réalité tandis que l’autre se base essentiellement sur
l’expérience humaine.
C’est le Pape
Jean Paul II qui, en 1979, dans son exhortation apostolique « Catechesi
tradendae », a parlé de l’inculturation de la religion. Dit en d’autres
termes, il a parlé de la pénétration, de l’enracinement de la foi chrétienne à
l’intérieur même des cultures. On parle de pénétration, d’enracinement mais pas
d’intégration car la démarche d’évangélisation apporte quelque chose de
nouveau, une bonne nouvelle venant d’ailleurs. Un article publié dans le numéro
de juillet 2010 de la revue « Etudes » fait une analyse éclairante de
cette relation entre religions et cultures. En
Europe occidentale, on observe à ce propos que beaucoup de personnes se
réfèrent à la tradition chrétienne comme à un fond culturel leur ayant appris
le respect de l’autre, l’attention aux
plus faibles, le partage
équitable des biens etc…Ils ne sont plus croyants mais de culture chrétienne.
A l’opposé de cette attitude, apparaissent des mouvements fondamentalistes ou
évangéliques qui se distancient, se déconnectent de toute apparence culturelle.
C’est la foi pure et dure ou le dogmatisme à outrance, marquant la
transcendance du message divin.
5. Comment ce rapport est-il vécu par les
étudiants ?
Pour les
étudiants arrivant dans nos foyers, la quantité d’informations à
assimiler, parfois exagérée au détriment
de la réflexion ne laisse pas beaucoup
de disponibilité pour la réflexion personnelle y compris bien sûr la réflexion
sur le donné religieux. Or, la capacité
personnelle à faire des choix raisonnés est essentielle lorsque l’on passe
d’une culture à une autre. Elle est essentielle non seulement pour découvrir et
intégrer les éléments positifs d’une autre culture sans renier ce qu’il y a de
bon dans la sienne mais aussi pour bien situer sa démarche religieuse par
rapport à ces deux cultures.
Nos foyers ont
là un rôle essentiel à jouer : - notre mission est d’apprendre à connaitre
celles et ceux qui arrivent, en respectant leur liberté, leurs choix - leur apporter, comme adultes catholiques,
une vision réfléchie de notre situation de croyants dans la culture qu’ils
découvrent.
Ce dialogue interculturel et religieux demande
du temps, de la disponibilité et cela d’autant plus qu’il s’effectue dans une
langue nouvelle, dont l’étudiant venant de l’étranger ne maitrise pas toutes
les nuances. C’est une raison pour laquelle l’insertion locale au terme d’un
séjour qui se limite à une année est souvent relativement faible. Que dire
alors des séjours se limitant à un quadrimestre !
Il faut en outre ajouter à ce qui précède que, pour celle et
ceux qui arrivent chez nous, il y a non seulement la rencontre de deux cultures
différentes mais un passage, en partie obligé, d’une culture à l’autre. Il est
impératif, dans ce contexte, qu’ils gardent une attitude ouverte sinon - soit
ils se retranchent dans leur propre culture, ce qui conduit à l’isolement, -
soit ils renient leur propre tradition au point de se dénaturer, de se
dévaloriser, ce qui n’est pas
mieux.
Les membres de
SECIS pensent que l’existence même d’un réseau
de foyers et centres, distribués dans différents pays de l’EU, pourrait
contribuer efficacement à pallier à une connaissance trop limitée de la culture
européenne et de sa relation avec la religion
chez les étudiants qui vivent un temps dans ces foyers. Dans ce but, ils se proposent de constituer
une sorte de programme d’échange inter-foyers et centres, reprenant et organisant des propositions
réalistes issues de chacun de ceux-ci. L’étudiant qui le souhaite pourrait
ainsi effectuer de brefs séjours (à l’occasion par exemple de colloques, de
sessions de formation,…) dans un pays ou une ville différente de son lieu d’études.
L’association en assurerait, ne fut-ce que partiellement, en fonction des
ressources disponibles, le financement. Ces expériences diverses seraient
valorisées par un temps de réflexion à
imaginer soit localement soit par regroupements géographiques afin d’éviter les
déplacements trop onéreux.
Prof. Émérite Pierre Devos s.j., Président du SECIS

Eminenties,
Eerbiedwaardige broeders in het episcopaat en het priesterschap, Beste
studenten, Lieve broeders en zusters!
Ik ben
blij u te mogen verwelkomen, ter gelegenheid van het Congres van de wereld III
van pastorale zorg voor internationale studenten, georganiseerd door de Pauselijke Raad voor pastorale zorg van migranten en ambulante
mensen. (Zie verder Nederlandse vertaling op Google)

Je veux tout d'abord vous
remercier tous tant les organisateurs que les acteurs, cardinaux, évêques,
prêtres, religieuses et religieux, agents pastoraux laïcs et les 30 étudiants,
provenant de 36 pays différents.
Le document final doit être
plus bref et beaucoup plus incisif.
Je voudrais qu'on insiste
sur quatre idées:
1. (le n° 13): "Développer
un réseau pour le partage d'informations sur les activités pastorales dans
les différentes universités dans le monde afin de renforcer le ministère".
Et ajouter: "dans toutes les universités et certainement en Europe".
Il est en effet primordial
que notre Conseil Pontifical incite les différents centres européens de
pastorale étudiante de s'associer au groupe :
"Service of European
Churches for International Students"
(qui a été fondé lors du
premier Congrès Mondial"
2. (le n°11):
"Encourager les agents pastoraux au sein des universités/institutions
d'éducation supérieure à former des partenariats également avec les services
d'étudiants déjà existants et à utiliser pour communiquer des informations et
accroître l'attention sur la pastorale des étudiants internationaux"
3. (le n° 1) : "Exhorter
tous les évêques et le Conférences épiscopales à accorder une importance
égale, parmi les priorités de leurs programmes pastoraux diocésains et
nationaux, à la pastorale universitaire, à garantir les fonds appropriés
ainsi que la formation intégrale d’agents pastoraux, avec une attention
appropriée aux communautés multi-ethnique et multi-culturelle dans les
universités".
Comment une pastorale
universitaire pourrait-elle se développer sainement sans l'appui réel et sérieux des évêques et des
conférences épiscopales? (J'en sais quelque chose, hélas!)
4. Ce n°7 est très
important : ne revient-il pas aux évêques de former et de nommer
des candidats compétents pour la tâche d'aumôniers des étudiants internationaux
et de promouvoir chez eux une mentalité d'ouverture et de respect mutuel dans
le domaine du dialogue œcuménique et interreligieux.
Father Charles de Hemptinne
(Aumônier National honoraire des étudiants internationaux en Belgique,
fondateur du SECIS)
|
Local News |
The pope said that attending a university abroad can enrich a
student's life, but it should not promote the "brain drain"
phenomenon that sees a country's best and brightest young people tempted to
immigrate to countries who pay better.
Pope Benedict told the participants at the Third World Congress on
the Pastoral Care of International Students that foreign students need a
healthy and balanced intellectual, cultural and spiritual preparation so they
do not fall prey to the 'brain drain”.
He added that young people studying abroad should form a socially
and culturally relevant category in view of their return as future leaders in
their country of origin.
The Pope said universities are called to educate a new generation
capable of dialogue and discernment, committed to promoting respect and
collaboration for peace and development.
Three dozen foreign students and about 100 representatives of
bishops' conferences and campus ministers participated in the Third World
Congress on the Pastoral Care of International Students November 30 to December
the third.
Activités de
Fenaca ses deniers mois :
1. Journée de réflexion sur les Foyers et Clubs
Cofinancés par la DGD
30 novembre 2011
2. Assemblée Générale à Gand
13 décembre 2011
A tous les
participants de la journée de réflexion sur les foyers/clubs du 30 novembre 2011, organisée par la FENACA
Bonjour,
Comme promis par
les animateurs d’ITECO, voici avant les fêtes de fin d’année, le rapport du
travail réalisé lors de la journée de réflexion sur les foyers/clubs du 30
novembre 2011.
Vous trouverez
joint à ce mail,
1. Le compte-rendu de la journée réalisé
par ITECO ;
2. Le power point avec la « boussole »
adaptée aux foyers
3. Le power point de Nicolas Van Nuffel sur
l’évolution de la coopération ;
4. Le power point d’Isabel Alvarez sur
l’enquête menée sur les foyers ;
5. Les commentaires d’Isabel portant sur le
power point présenté lors de la journée.
Les exposés de Mme
Massaut et de Nicolas Van Nuffel n’ont pas pu être retranscrits, car un
problème technique s’est posé avec l’enregistreur. Vous trouverez dans le
rapport d’Iteco une synthèse des informations fournies par Jacqueline Massaut
concernant l’évolution de la politique de la CTB et son impact sur le profil
des boursiers de la coopération dans les années avenir.
Ces documents
constituent des outils de travail qui nous permettront de poursuivre et
d’approfondir la réflexion entamée, dans la perspective d’un plaidoyer
politique. Une synthèse des informations contenues dans ces documents sera
produite dans le courant du mois de janvier, en préparation de la prochaine
journée de réflexion à programmer en février 2012.
Propositions de
dates pour une nouvelle journée de réflexion foyers/clubs : construction du
plaidoyer:
Jeudi 23 février ;
mardi 28 février ; mercredi 29 février ou jeudi 1 mars 2012.
Quelles sont vos
préférences ?
Des suggestions
et/ou des proposition de collaboration de votre part sont non seulement
bienvenues, mais fort importantes pour avancer ensemble sur ce projet.
N’hésitez pas à nous en faire part assez vite. On peut organiser une ou
plusieurs réunions de préparation de la prochaine journée avec les volontaires,
dès début janvier.
Nous vous
souhaitons de très joyeuses fêtes de fin d’année.
Armando Merino - Isabel Alvarez
PS : Isabel est en
congé du 15 décembre au 8 janvier 2012. Retour le 9 janvier.

We
commemorate on Sunday 25 December the
Birth
of Jesus in a crib under a star at Bethlehem.
Hail
Mary, full of grace, you gave birth to Jesus
Our “Emmanuel”
meaning: “God in our midst”.

SWC invites all its members for a Christmas-lunch: 25/12:
After the 11:00 AM Mass in Club Van Eyck’s Hall
Deadline for the inscriptions on one of following lists: 22/12
List of Jannet (room 17) and Jean-Claude SWC
board
List of a staff member of OBSG or “Club Van Eyck”
o
Name
+ number of persons:
o
Participation
fee: 5.00 € for members.
The
participants may also bring with them self-made food. (Expenses will be
refunded later on)

This Christmas tree on St. Peter’s square
DONS À L’AUMÔNERIE –FENACA
GIFTEN AAN VZW FENACA - AALMOEZENIERSDIENST
001-4740121-01
BIC GEBABEBB / IBAN BE43 0014 7401 2101
Met oprechte
dank voor uw welwillende steun.
Avec nos
sincères remerciements pour votre appui.
TABLE DES MATIERES -
INHOUDSTAFEL
Editoriaal - Editorial....................................................................... 1
Adres van de Heilige Vader Benedictus XVI.................................. 16
Bakhita Radio, 05 DEC 2011 ....................................................... 19
Activités de la FENACA............................................................... 20
Tables des matières...................................................................... 24
.......................................................................................................
Zalige Kerst en Nieuwjaar!
Happy Christmas and New Year!
Joyeux Noël et Bonne Année!
Feliz
Navidad!
Frohe
Weihnachten!
Buon
Natale!